il Mercato

Anticontraffazione
Da un indagine recente a livello internazionale quasi un prodotto fashion su dieci si rivela falso. In Italia si è raggiunta una quota 13%: il fenomeno della contraffazione colpisce duramente i prodotti del “made in Italy”. In quasi i due terzi dei casi il falso è stato acquistato online e per il 37% in un negozio, un outlet o un mercatino. Si stima che in Italia i marchi del lusso, a causa della contraffazione dei prodotti, perdono 5 miliardi di euro. Secondo la società di consulenza Allied Market Research, tra le varie tecnologie anticontraffazione come gli inchiostri invisibili, gli ologrammi e i sistemi traccianti, i brand stanno spostando la loro attenzione sulle soluzioni più innovative. Barcode in combinazione con le tecnologie RFID dal 2013 al 2020 registreranno un tasso di crescita pari a un CAGR del 16.2% annuo. L’innovazione che rende le etichette connesse e comunicanti grazie al tag, infatti, è una strategia condivisa da moltissimi brand: da Fendi a Bottega Veneta, da Maliparni a LiuJo, fino ad arrivare ai brand della distribuzione organizzata come Zara o Decathlon. Diversi brand, infatti, stanno introducendo soluzioni integrate, capaci di tracciare e rintracciare i prodotti a supporto non solo della logistica ma anche dell’antitaccheggio.

Il mercato Grigio
Il mercato grigio si riferisce al flusso di beni tramite canali di distribuzione diversi da quelli autorizzati o da quelli pensati dal produttore o fabbricante. Diversamente da quelli del mercato nero, i prodotti del mercato grigio non sono illegali; soltanto, vengono venduti al di fuori dei normali canali di distribuzione da società che possono non aver nessuna relazione con il produttore dei beni. Ciò avviene frequentemente quando il prezzo di un articolo in un paese è molto maggiore rispetto ad un altro paese. Questa situazione è tipica delle sigarette e delle apparecchiature elettroniche come le macchine fotografiche. Questo fenomeno si è spostato in maniera considerevole nel mondo del fashion e dei beni di lusso. Gli imprenditori compreranno il prodotto dove è più a buon mercato, spesso all’ingrosso ma talvolta anche al dettaglio, lo importeranno legalmente sul mercato finale e lo venderanno ad un prezzo tale da poterci guadagnare ma comunque inferiore al normale prezzo di mercato.